Transizione 5.0, torna il bonus dedicato alla transizione digitale delle aziende.

Il bonus per la formazione dei dipendenti fa il suo ritorno con il credito d’imposta Transizione 5.0, consentendo alle imprese di includere le spese di formazione nel calcolo del credito d’imposta. Le novità sono state annunciate dal Ministero per le Imprese e il Made in Italy, insieme all’approvazione del decreto PNRR durante il Consiglio dei Ministri del 26 febbraio 2024.

La misura prevista ha il fine di sostenere il processo di transizione digitale ed energetica delle imprese residenti nel territorio dello Stato (e alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti), che negli anni 2024 e 2025 effettuano nuovi investimenti in strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, nell’ambito di progetti di innovazione da cui consegua una riduzione dei consumi energetici.

Il beneficio previsto è credito d’imposta proporzionale alla spesa sostenuta per gli investimenti effettuati alle condizioni e nelle misure stabilite nel decreto.

Sono agevolabili gli investimenti in beni materiali e immateriali nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa che sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, a condizione che, tramite gli stessi, si consegua complessivamente una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale, cui si riferisce il progetto di innovazione, non inferiore al 3 per cento o, in alternativa, una riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento non inferiore al 5 per cento

Quali sono i beni che rientrano nell’agevolazione?

I beni rientranti negli investimenti e che possono beneficiare della misura in oggetto sono:

  • Beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0»;
  • Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti;
  • Beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali «Industria 4.0»;
  • Software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione, definizione/qualificazione delle prestazioni e produzione di manufatti in materiali non convenzionali o ad alte prestazioni, in grado di permettere la progettazione, la modellazione 3D, la simulazione, la sperimentazione, la prototipazione e la verifica simultanea del processo produttivo, del prodotto e delle sue caratteristiche (funzionali e di impatto ambientale) e/o l’archiviazione digitale e integrata nel sistema informativo aziendale delle informazioni relative al ciclo di vita del prodotto (sistemi EDM, PDM, PLM, Big Data Analytics).

Sono inoltre agevolabili:

  • gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta. Gli investimenti in impianti che comprendano i moduli fotovoltaici (rispondenti a caratteristiche definite da specifici riferimenti normativi) concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo superiore al 100per cento del loro costo;
  • le spese per la formazione del personale finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi, nel limite del 10 per cento degli investimenti effettuati nei beni e in ogni caso sino al massimo di 300 mila euro, a condizione che le attività formative siano erogate da soggetti esterni individuati con modalità che saranno definite dal decreto attuativo (non ancora pubblicato).

A quanto ammonta il credito di imposta?

Il credito d’imposta è riconosciuto nelle misure riassunte nella tabella sottostante:

Ammontare investimentimisura creditocondizionimisura credito*condizionimisura credito**condizioni
investimenti fino a 2,5 milioni di euro35%nel caso di riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale superiore al 3 per cento o, in alternativa, di riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento superiore al 5 per cento40%nel caso di riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale superiore al 6 per cento o, in alternativa, di riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento superiore al 10 per cento45%nel caso di riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale superiore al 10 per cento o, in alternativa, di riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento superiore al 15 per cento
investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro15%20%25%
investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino a a 50 milioni di euro per anno5%10%15%

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Isoggetti che si avvalgono del credito d’imposta devono conservare la documentazione (fatture, documenti di trasporto e altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati, che devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni di cui al presente articolo. L’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti

Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione della documentazione contabile sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro.

Sinapsi è già pronta per dare supporto ai propri clienti in merito alla nuova agevolazione.
Per avere maggiori informazioni sul questa nuovo opportunità contattaci, saremo felici di aiutarti.

Condividi l’articolo su